Respirazione: il pilastro della voce

Da un recente sondaggio che ho pubblicato su LinkedIn, ho scoperto che la maggiore difficoltà che incontra chi deve parlare in pubblico è quella di riuscire a respirare, proprio a riprendere fiato.

Ci sono persone che prendono fiato all’inizio e poi vanno come un treno con le parole finchè non gli manca l’aria, come ne esistono altre che appena devono aprire bocca vanno in apnea.

Questo è disfunzionale non solo per chi deve parlare ma anche per chi ascolta: se noti, quando ascolti una persona che non prende il respiro è come se mancasse l’aria anche a te, per effetto simpatico.

Il problema di quando parliamo in pubblico è che l’emozione prende il sopravvento facendoci dimenticare di respirare.

Il fiato invece, il respiro diaframmale soprattutto, è il segreto per ottenere non solo una buona qualità vocale ma anche per smorzare la tensione, per rilassarsi.

Lo yoga, la mindfulness e altre pratiche di rilassamento e concentrazione infatti hanno come pilastro portante una corretta respirazione e così è anche per molte arti performative:

in musica il cosiddetto “respiro” serve appunto a rendere il brano un vero e proprio “discorso” alle orecchie dell’uditorio… se un attore non respira poi, le sue parole e la sua interpretazione risulteranno trattenute e poco piacevoli da ascoltare.

Perciò da oggi, ti consiglio di fare caso a come respiri e soprattutto chiederti se ti concedi di respirare quando parli.

Ascoltati e quando senti di averne bisogno, fermati e respira… una pausa non è un problema per l’uditorio, anzi lo rilassa. Un’apnea invece è molto più difficile da sopportare anche per chi ascolta.

Buona ossigenazione!

 

Elisa Colleoni

Consulente di comunicazione in pubblico